Mv Agusta Dragster 800

MV Agusta Dragster 800: l’estremizzazione della naked di Varese.
Nella nuova Dragster vengono introdotte nuove colorazioni e diverse modifiche estetiche, la più evidente delle quali è nella forma più schiacciata dei tre terminali di scarico.
La sella è dotata di un nuovo schiumato. Il faro è full LED e gode della funzione cornering illuminando l’interno della curva quando la moto è in piega.
Il motore è il tre cilindri in linea di 798 cc, con l’albero motore controrotante. La potenza è di 140 cavalli a 12.300 giri nonostante il passaggio alla normativa Euro 5. La coppia massima è di 8,9 kgm a 10.250 giri.
Il nuovo impianto di scarico, vede nuovi iniettori e un aumento della pressione di iniezione da 3,5 a 4 bar.
La nuova centralina elettronica assicura una gestione del gas più puntuale.
La frizione è stata rivista per migliorare affidabilità e stacco, mentre la campana è stata irrobustita. Il quick-shift EAS 3.0 di terza generazione permette cambiate più precise.
È stata introdotta una nuova piattaforma inerziale, sviluppata dalla milanese e-Novia, che gestisce controllo di trazione e ABS. L’attuale front lift control non impedisce l’impennata ma la gestisce e la controlla.
Disponibile anche un nuovo cruscotto TFT da 5.5 pollici capace di dialogare con l’MV Ride App, attraverso cui è possibile personalizzare la moto in ogni suo aspetto direttamente dallo Smartphone, ma anche registrare e la condividere gli itinerari. Grazie alla funzione mirroring è poi possibile utilizzare il dashboard come navigatore con indicazioni corner by corner.
Sul fronte della ciclistica le nuove piastre laterali del telaio, sempre in lega di alluminio, permettono di migliorare la rigidità torsionale e longitudinale.
Il peso dichiarato a secco è ancora di 175 kg. Scende a 168 kg, e a 160 kg con il kit pista, quello della versione Dragster RR RCS RC.
La versione Dragster 800 RR SCS (Smart Clutch System) ricorre alla frizione sviluppata con Rekluse. Il sistema fa a meno dell’utilizzo della leva di comando della frizione per fermarsi e ripartire gestendo in maniera automatica l’attacco della frizione. Resta ovviamente il comando del cambio a pedale. Le partenze sono poi facilitate inoltre dal sistema launch control LC.
MV Agusta Dragster 800 RR SCS RC rappresenta il vero top di gamma ed è prodotta in una serie limitata di 200 unità. Nella versione RC sono disponibile le colorazioni e le grafiche che riprendono quelle dei team Moto2 e Supersport.
La Dragster Rosso, il modello di accesso alla gamma che viene offerto a un prezzo più basso, ha una potenza di 112 cavalli a 11.000 giri e una coppia massima di 8,7 kgm a 8.500 giri.

Ducati Panigale V2 e Triumph Daytona nel Mondiale Supersport

La supersport è ormai da tempo monopolio Yamaha. Negli ultimi 4 anni il titolo è andato sempre alla R6 e nel 2020 ha vinto 13 delle 15 gare in programma, facendo segnare tutte le pole position e i giri veloci.
Oggi le derivate di serie, che partecipano al mondiale supersport, hanno troppa distanza in termini di prestazioni dalle attuali superbike.
Dorna vuole quindi ripetere quanto fatto in Moto 2 (quando si decise di innalzare la cilindrata a 765, con il tre cilindri Triumph) per avvicinare la categoria di mezzo alla MotoGP.
Inoltre le 600, che tanto piacevano fino a metà anni ’90, oggi non si vendono più.
Per questi motivi Dorna ha siglato un accordo con il BSB (British Superbike Championship) per avviare in via sperimentale già nel 2021 l’introduzione della Triumph Daytona 765 e della Ducati Panigale V2 nella supersport britannica. L’obbiettivo sarà portare nel mondiale oltre alle due moto sopra citate anche MV Agusta con la sua 800 e la Kawasaki 636.
Scopriremo se il cambio di regolamento avverrà nel 2022 dato che la pandemia ha già stravolto i programmi delle case e dei team e potrebbe quindi essere migliore la scelta di posticipare i cambiamenti.

SUPERBIKE: TEST JAREZ

Si conclude oggi il primo test per la prossima stagione Superbike. Sono stati due giornate intense per i team sul Circuito di Jerez de la Frontera

La prima giornata  ha visto l’americano Garret Gerloff segnare il miglior giro con 1.39:571, quasi quattro decimi più veloce del campione del mondo Jonathan Rea.
J. Rea si è dedicato al test di nuove soluzioni al motore della sua Ninja. Fonti non ufficiali dichiarano che sulla sua Ninja ci fosse già il nuovo motore che sara presentato Lunedì 23 Novembre.
G. Gerloff con la Yamaha 2020 del team GRT è stato l’unico a montare le Pirelli Superbike SC X, nessun altro pilota ha montato gomme da qualifica. Pirelli Superbike SC X offre un livello di performance ai vertici, performance che nessun altro pneumatico è in grado di offrire.
Terzo posto per Toprak Razgatlioglu, a quasi mezzo secondo dal primo pilota GRT.
Seguono Alex Lowes con la seconda Kawasaki ufficiale, Leon Haslam e Alvaro Bautista su Honda rispettivamente in quinta e sesta posizione. Settimo posto per Andrea Locatelli, il primo dei tre debuttanti, chiude in settima posizione.

1.) Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) 1’39.571

2.) Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK) +0.384

3.) Toprak Razgatlioglu (PATA YAMAHA WorldSBK Official Team) +0.484

4.) Alex Lowes (Kawasaki Racing Team WorldSBK) +0.545

5.) Leon Haslam (Team HRC) +0.723

6.) Alvaro Bautista (Team HRC) +0.771

7.) Andrea Locatelli (PATA YAMAHA WorldSBK Official Team) +1.008

8.) Lucas Mahias (Kawasaki Puccetti Racing) +1.281

9.) Isaac Viñales (ORELAC Racing VerdNatura) +2.345

10.) Kohta Nozane (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) +2.375

11.) Loris Cresson (OUTDO Kawasaki TPR) +5.237

La seconda giornata ha visto Jonathan Rea in testa. La giornata è stata dominata da Toprak Razgatlioglu a bordo della Yamaha ufficiale. J. Rea firma però il miglior tempo a circa 15 minuti dalla fine in sella alla moto 2021. La nuova Kawasaki presenta  una nuova carenatura che migliora la stabilità e l’aerodinamica dell’anteriore. Terzo Alex Lowes con l’altra Kawasaki.
T. Razgatlioglu ha girato con la Yamaha YZF R1, sia nella versione 2020 che la nuova 2021, con l’obbiettivo di migliorare la moto nelle curve lente e in frenata.
Garrett Gerloff del GRT Yamaha WorldSBK Junior Team ha provato anche lui la versione 2020 e 2021, registrando il suo personale miglior tempo chiudendo in quarta posizione.
Leon Haslam, del Team HRC piazza la prima Honda in quinta posizione, nonostante le strane vibrazioni a inizio giornata. Alvaro Bautista registra l’ottavo tempo.

1.)   Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK) 1’38.324

2.)   Toprak Razgatlioglu (PATA YAMAHA WorldSBK Official Team) +0.515

3.)   Alex Lowes (Kawasaki Racing Team WorldSBK) +0.562

4.)   Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) +0.847

5.)   Leon Haslam (Team HRC) +1.527

6.)  Andrea Locatelli (PATA YAMAHA WorldSBK Official Team) +1.553

7.)   Lucas Mahias (Kawasaki Puccetti Racing) +1.870

8.)  Alvaro Bautista (Team HRC) +1.907

9.)  Kohta Nozane (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) +2.345

10.) Isaac Viñales (ORELAC Racing VerdNatura) +2.568

11.)  Loris Cresson (OUTDO Kawasaki TPR) +4.862

Fonte: WorldSBK

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Ducati Multistrada V4

La nuova Multi V4 è diversa da tutte le altre rivali. Il motore è il 4 cilindri a V da 170 cavalli. La dotazione elettronica la vede primeggiare, è infatti la prima moto al mondo a montare un radar anteriore e posteriore sviluppato con Bosch. L’adozione di questi sistemi è volta a incrementare il comfort e l’assistenza alla guida, soprattutto nei lunghi viaggi autostradali. Il cerchio anteriore non è più da 17″ ma da 19”.

Per questo nuovo capolavoro italiano è stato sviluppato un nuovo motore v4 leggero e compatto, pensato per soddisfare le esigenze richieste nell’utilizzo “adventouring”. Senza, ovviamente tralasciare l’emozione e la sportività. Ora il motore è il 4 cilindri a V da 170 cavalli, con aiuti elettronici da ereditati dalle esperienze MotoGP e una ciclistica riprogettata. La manutenzione è ora estesa ogni 60’000 km per rispondere alle esigenze dei tanti viaggiatori che negli anni hanno scelto la Multistrada per viaggiare. Il V4 Granturismo adotta anche la strategia di disattivazione della bancata posteriore al minimo. Se siete ad esempio fermi al semaforo, la bancata posteriore si disattiva. Questo ha un duplice vantaggio: da un lato viene migliorato il comfort termico di pilota e passeggero grazie all’abbassamento delle temperature e dall’altro si riducono i consumi.

Il pacchetto elettronico della Multistrada V4 ne ribadisce l’eccellenza nel settore motociclistico per sicurezza, comfort, performance e connettività. Sulla Multistrada V4 S è presente di serie il Vehicle Hold Control (VHC), che rende semplice la ripartenza su strade in pendenza. Inoltre la piattaforma inerziale dialoga continuamente anche con il sistema di controllo delle sospensioni semi attive Ducati Skyhook Suspension (DSS). Questo sistema analizza, non solo, le condizioni di guida e regola l’idraulica di forcella e ammortizzatore in maniera istantanea, ma per la prima volta integra anche la funzione di Autoleveling.
L’Autoleveling riconosce l’assetto della moto e lo regola autonomamente per riportare la sella all’altezza ideale da terra nelle diverse configurazioni di marcia. È inoltre disponibile come accessorio il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici.

Tutto questo connubio straordinario di potenza e tecnologia non può che richiedere il pneumatico migliore della categoria. Ducati Multistrada V4 e V4 S sono equipaggiate con il pluri premiato Pirelli SCORPION™ Trail II nelle misure 120/70-19’’ e 170/60-17”. La Multistrada V4 è omologata anche per l’utilizzo delle Pirelli SCORPION™ Rally e SCORPION™ Rally STR, sempre nelle misure 120/70-19’’ e 170/60-17”.

Sito Ducati

Fonte: Moto.it

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